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DNA
Le 5 Stagioni
Call per partecipazione alla creazione e alla realizzazione della performance interattiva
Un laboratorio performativo che esplora la ciclicità della natura e delle età della vita
attraverso corpo, immagini e movimento, intrecciando il tema del femminile con quello del
ritorno e della trasformazione.
Liberamente ispirato all’universo musicale di Antonio
Vivaldi, il percorso attraversa le stagioni interiori e della natura come metafora
dell’esistenza.
Un’esperienza collettiva di ascolto e creazione, in cui il gesto performativo
diventa rito contemporaneo e spazio di connessione con i ritmi profondi del cosmo.
Laboratorio e perfomance condotti e diretti da Elisa Pagani
ELISA PAGANI

Elisa Pagani coreografa e formatrice, si occupa di produzione e sperimentazione artistica impegnata nella creazione di linguaggi originali capaci di connettere la ricerca coreografica con la riflessione sociale, educativa e filosofica sul corpo.
Si distingue per la capacità di coniugare innovazione artistica e impegno civile, ponendo al centro dell’indagine il corpo come luogo di memoria, relazione e trasformazione. Attraverso progetti di creazione, formazione e partecipazione,
Elisa promuove una visione della danza come strumento di conoscenza, dialogo intergenerazionale e inclusione. Il suo operare si articola tra produzioni coreografiche originali, residenze artistiche in spazi museali e non convenzionali, e programmi di formazione rivolti a professionisti e cittadini, con l’obiettivo di rendere l’esperienza artistica un’occasione di crescita personale e collettiva.
Nel corso degli anni, ha consolidato un network di collaborazioni con enti culturali, accademici e istituzionali, tra cui Università di Bologna – Dipartimento delle Arti (DAR), MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, Serra Madre, MAST, Genus Bononiae di Bologna, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, Trinity Laban di Londra, Institut ACTE – Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne, Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, Auser Bologna e Associazione Iniziativa Parkinsoniani.
Queste partnership hanno permesso di sviluppare modelli di lavoro intersettoriali, basati su pratiche di co-creazione tra artisti, accademici, comunità e istituzioni, confermandosi come soggetto di riferimento per la promozione di un welfare culturale partecipativo.
Elisa Pagani ha elaborato una poetica riconoscibile, incentrata sulla dimensione relazionale del gesto e sull’interazione tra corpi di età, esperienze e abilità differenti.
Le produzioni firmate e presentate in contesti nazionali e internazionali, indagano i temi della fragilità, dell’amore, della cura e della memoria come materiali di scrittura coreografica.
E’ inoltre attiva in percorsi di formazione continua per danzatori, operatori culturali e studenti universitari, promuovendo la trasmissione dei saperi legati alla danza contemporanea e alle pratiche performative.
Dal 2017 realizza progetti sostenuti da enti pubblici e privati, tra cui il Comune di Bologna, la Fondazione del Monte, la Regione Emilia-Romagna e il Ministero della Cultura, partecipando a programmi di residenza, festival e piattaforme di danza contemporanea. Il suo lavoro si inserisce nel tessuto culturale cittadino con una forte attenzione alla valorizzazione dei luoghi pubblici e museali come spazi di produzione e partecipazione, trasformando la scena in un ambiente di ricerca condivisa.
Tra le attività recenti si segnalano progetti di rilievo come The Space Between (in collaborazione con Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, di cui Elisa è ambasciatrice), Guida per risolvere il Cubo di Rubik (progetto intergenerazionale sull’amore), Controtempo (laboratori e performance per persone affette da Parkinson, presentato al Bologna Portici Festival e sostenuto da Fondazione del Monte) e Di Sfere e Paradisi (coproduzione con l’Università di Bologna e Cittadellarte, vincitrice di sostegni regionali alla produzione artistica). Attraverso questi percorsi, ha sviluppato un approccio metodologico che integra scrittura, creazione artistica, ricerca accademica e partecipazione sociale, sperimentando forme di partitura coreografica collettiva e coinvolgendo performer professionisti, cittadini, anziani, studenti e persone con fragilità neurodegenerative.
Tale approccio ha definito un modello riconosciuto a livello nazionale come pratica innovativa di danza comunitaria e partecipata, capace di coniugare valore estetico e impatto sociale.
Promuove inoltre la circuitazione delle proprie opere e l’internazionalizzazione delle produzioni, collaborando con istituzioni europee come l’Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne, con la quale ha avviato un percorso di ricerca artistica e teorica sulla relazione tra drammaturgia, gesto, tattilità e sostenibilità del corpo in scena. Nel corso della sua attività, ha prodotto un corpus articolato di opere coreografiche e performative che testimoniano la continuità della ricerca artistica e l’evoluzione di una poetica coerente, riconoscibile e in costante dialogo con la contemporaneità.